Mutui - Il ruolo del notaio
 

L'atto di concessione del mutuo deve essere stipulato nella forma di atto pubblico, cioè davanti ad un notaio.
Questa formalità è richiesta dalla legge, sia per poter iscrivere l'ipoteca sull'immobile, sia per attribuire all'atto pubblico il requisito di "titolo esecutivo".
L’atto di mutuo è un “titolo esecutivo”nel senso che se il debitore non adempie ai suoi obblighi non è necessaria una procedura giudiziale, infatti, per l’esecuzione del contratto basta semplicemente l’atto.
Ciò assicura una certa tranquillità alla banca creditrice.

In questo capitolo potrai conoscere le diverse tipologie di mutuo offerte dalle banche, capirne i meccanismi e le differenze.
Potrai così valutare meglio quale sia la soluzione più adatta alle tue esigenze e trovare più facilmente il tuo mutuo ideale.
Ti verrà spiegato come vengono calcolati gli interessi, quali indici si utilizzano e potrai facilmente fare tu stesso calcoli e confronti preziosi per la tua scelta finale.
Scoprirai anche cosa sono gli interessi di mora e come la legge ti tutela da tassi di interesse troppo elevati.

L'interesse è il compenso che si paga per il prestito di un capitale, in misura percentuale e con riferimento generalmente all'anno.
L'interesse può essere semplice o composto.
E' semplice se gli interessi non producono interesse: ossia il capitale fruttifero rimane invariato qualunque sia la durata dell'impegno.
E' composto quando gli interessi si aggiungono al capitale per produrre a loro volta interesse.
I tassi di interesse comunemente applicati sono: "fisso" o "variabile", ma recentemente si sono diffusi anche i mutui a tasso "misto".
Esistono poi ulteriori tipologie di tasso: il tasso "capped rate" e il tasso "bilanciato".
Si parla di "tasso fisso" quando questo non varia durante la durata del prestito. Si parla di "tasso variabile" quando il tasso varia in dipendenza di determinati parametri, quali i tassi del mercato monetario o finanziario (ad esempio Libor, Euribor, ecc.).
Ai parametri di base viene applicato uno "spread" che costituisce il rendimento della Banca.
Si parla di "tasso misto" quando durante il periodo di vita del mutuo è possibile modificare, alle scadenze e alle condizioni stabilite nel contratto, il tipo di tasso applicato inizialmente scegliendo tra tasso fisso e tasso variabile.
Il "tasso capped rate" (detto anche "CAP") è invece un tasso variabile con un limite massimo predeterminato oltre il quale il tasso d'interesse non potrà mai salire, anche se i tassi di mercato dovessero superarlo.
A tale garanzia corrisponde in genere uno spread applicato più elevato che per il tasso variabile normale.
Il "tasso bilanciato" (o mix) è così chiamato perché composto da una parte a tasso fisso e una a tasso variabile.
La composizione tra le due parti può essere scelta tra diversi mix, a seconda del peso che si preferisce dare al tasso fisso rispetto a quello variabile.